Un blog sulle opere di pubblico dominio mai tradotte in italiano prima

Pubblicato: 2 luglio 2012 in Uncategorized

Per incredibile che sembrar possa, ci sono opere, libere ormai, interessanti e di notevol pregio, la cui lettura ci istruirebbe assai, che benché siano nel dominio pubblico, nessuno mai, nella deriva odierna dell’editoria, la quale corre verso il precipizio e si dimentica la qualità, si attivò mai perché fosser tradotte. Dimenticanza? O si temeva forse che  il lettore poi, assaporato il miele, non più gradisse:

…il saporaccio aspro

dei libri odiern che spaccian per diaspro

Quindi perciò:

s’altri non fa quello che voi vorreste,

le vostre man da voi a far sian preste

e perciò eccomi, con questo blog. Quei libri antichi che mi paion utili, e che si trovin nel dominio pubblico, io tradurrò, se non fur mai tradotti. E poiché sono nel dominio pubblico, giusto è altresì che anche le traduzioni, possan lo stesso circolare libere, e le rilascerò con creative commons, con la speranza di far cosa grata e insieme utile

e questo è tutto, io credo

perciò prendo congedo

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commenti
  1. SaDi ha detto:

    Piccola curiosità, il libro è di dominio pubblico quindi ogniuno può “prenderlo” se lo fai ristampare da una casa editrice, vale lo stesso, in sintesi, un’altra casa editrice può copiare quello che tu hai fatto stampare dalla casa X e rivenderlo?

    • nunpetrus ha detto:

      occorre fare una distinzione:

      una cosa è il testo divenuto DI PUBBLICO DOMINIO, che ognuno può stampare senza nulla dovere a nessuno, un’altra la traduzione che se ne fa (nel caso di opere straniere)

      la quale traduzione, essendo opera dell’ingegno, comporta automaticamente la nascita di un diritto d’autore relativo alla sola traduzione (non al testo d’origine)

      un TRADUTTORE, è infatti un AUTORE (bibliograficamente si definisce AUTORE SECONDARIO), che può scegliere, possedendo la PIENA PROPRIETÀ del suo lavoro (che non possiederebbe se avventatamente cedesse parte dei suoi diritti ad enti di rappresentanza come la SIAE italiana), di permettere, in deroga alla vigente disciplina giuridica, certi utilizzi del suo lavoro sotto determinate condizioni

      così ad esempio, tutte le traduzioni che io posto su questo blog, sono scaricabili, stampabili, condivisibili ecc… PER SCOPI NON COMMERCIALI, secondo la licenza CREATIVE COMMONS 3.0 (vedi in calce al messaggio la licenza che adotto per le mie traduzioni). Se un editore, od un altro soggetto, volesse pubblicarle per venderle, dovrebbe richiedere la mia autorizzazione, o commetterebbe un illecito

      questo serve ad evitare che:

      – un editore possa appropriarsi delle mie traduzioni e:

      – le spacci per sue
      – le commercializzi in forme contrarie alla volontà del loro autore (ad esempio sotto forma di ebook a pagamento, che sono un abominio, dato che esistono solo i libri veri di carta e le versioni digitali possono essere gratuite e far da traino alle vebndite dei libri veri. Se invece un editore mi scrivesse chiedendomi di poter stampare e vendere le mie opere di traduzione, io, dopo aver verificato che non possa farne squallidi ebook a pagamento, potrei, in quanto titolare di ogni diritto, acconsentire alla vendita, rilasciando un documento avente valore legale con una versione modificata della licenza, in cui subordino la facoltà di vendere le mie opere di traduzione al mantenimento gratuito della versione digitale gratuita)

      solo così posso essere sicuro che anche in caso di pubblicazione cartacea venga mantenuto l’accesso alla versione digitale (perché obbligo l’editore ad accettare ciò nel contratto)

      Ma forse la tua domanda riguardava esclusivamente i TESTI IN PUBBLICO DOMINIO ed il mantenimento del loro status attraverso le riproposizioni a stampa

      la legge Italiana sul diritto d’autore prevede, perché si crei nuovo copyright, che ad un’opera DI PUBBLICO DOMINIO vengano fatte SIGNIFICATIVE AGGIUNTE

      esempio pratico: prendiamno il caso di un testo ampiamente di pubblico dominio come il commento alla Divina Commedia di Isidoro del Lungo (Montevarchi, 20 dicembre 1841 – Firenze, 4 maggio 1927)

      una casa editrice che lo ristampi ANASTATICAMENTE, (fotografando l’originale e senza alterazioni né aggiunte significative) non crea nuovo copyright RIPRODUCENDO MECCANICAMENTE L’ORIGINALE

      se invece prendiamo il commento del del Lungo e lo accresciamo di un indice, di una introduzione, se aggiungiamo, di nostro pugno, rettifiche, se estendiamo le note a pie’ di pagina e posponiamo ad ogni canto una o più pagine di nostre note critiche, allora l’edizione possiederà abbastanza coeficiente creativo e d’ingegno per permettere la nascita di un nuovo diritto d’autore

      ATTENZIONE PERÒ

      la reazione di nuovo copyright, riguarderebbe solo ed esclusivamente quella edizione, mentre quella originale di del Lungo, e in generale, tutte le parti originariamente di mano di del Lungo, continuerebbero a restare nel pubblico dominio
      ==========================
      ad esempio, per questa traduzione
      https://libriinpubblicodominio.wordpress.com/2012/07/15/gosta-mittag-leffler-niels-henrik-abel/

      ho adottato la seguente licenza

      Niels Henrik Abel by GÖSTA MITTAG-LEFFLER (translated for the first time in Italian by Nunpetrus) is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported License.
      Permissions beyond the scope of this license may be available at https://libriinpubblicodominio.wordpress.com/

  2. Chris ha detto:

    Salve,
    complimenti per il blog. Mi sta balenando da tempo l’idea di tradurre (e magari poi pubblicare) opere straniere ormai di pubblico dominio in quanto gli autori sono morti da più di 70 anni. E ho una lista davvero lunga.
    In questo senso, ho però bisogno di alcuni chiarimenti che però su internet non ho trovato nello specifico.
    1) Il fatto che gli autori siano morti da più di 70 anni è l’unico elemento che identifica un’opera di dominio pubblico o bisogna vedere anche altri aspetti? Vorrei evitare di incorrere in qualche denuncia.

    2) Essendo opere straniere, questa cosa dei 70 anni vale in tutto il mondo, o nei diversi stati ci possono essere normative (e durata in anni) differenti?

    3) Se di un’opera straniera di pubblico dominio esiste già una traduzione in italiano (anche recente) devo fare i conti anche con questa? Mi spiego. Sono davvero obbligato a fare riferimento a questa traduzione o posso riprendere l’opera originale in lingua straniera ed eseguire una nuova traduzione? Un esempio qualsiasi che mi viene il mente è Dracula di Bram Stoker di cui esistono numerose di traduzioni in italiano anche negli ultimi anni.

    Grazie

    • nunpetrus ha detto:

      Chris ha scritto:
      >> ho una lista davvero lunga

      […]
      puoi postarla, così la si controlla. per le opere Joyce, ad esempio, la situazione non è la stessa in tutto il mondo (ed anche nell’Unione Europea ci sono discordanze come nel caso della Spagna in cui i diritti dell’esclusiva di sfruttamento economico durano 80 anni), l’Italia, che nel 1994 (epoca in cui il pubblico dominio subentrava dopo 50 anni) approvò con insolita premura l’armonizzazione al resto delle legislazioni europee, innalzò in quella data il copyright portandolo a 70 anni, come è ancora oggi (sarebbe ora di ridurlo a 25 anni, ma è come lottare contro i mulini a vento)

      vedi link:
      https://joycefoundation.osu.edu/joyce-copyright/fair-use-and-permissions/about-law/public-domain

      Chris ha scritto:
      >>ho però bisogno di alcuni chiarimenti che però su internet non ho trovato nello specifico

      […]
      un buon legale, conoscitore dell’argomento e non troppo oneroso in termini di onorario è Simone Aliprandi: (può effettuare anche consulenze a distanza)

      http://www.aliprandi.org/en

      Chris ha scritto:
      >>1) Il fatto che gli autori siano morti da più di 70 anni è l’unico elemento che identifica un’opera di dominio pubblico o bisogna vedere anche altri aspetti? Vorrei evitare di incorrere in qualche denuncia.

      […]
      per la legislazione Italiana (che non fa distinzione tra autori “autoctoni” e “stranieri”), le opere di un autore cadono nel pubblico dominio allo scadere del settantesimo anno a partire dalladata di morte. Questi 70 anni si intendono trascorsi “solarmente”, ovvero: devono essere passati 70 anni solari COMPLETI

      ES: se un autore è morto nel 1930; le sue opere saranno di pubblico dominio nel 2001 (non nel 2000), per la precisione dalle 00:01 del 1° gennaio 2001, perciò aggiungi 71 alla data della morte dell’autore e saprai con facilità quando un’opera sarà di publico dominio

      Chris ha scritto:
      > 2) Essendo opere straniere, questa cosa dei 70 anni vale in tutto il mondo, o nei diversi stati ci possono essere normative (e durata in anni) differenti?

      […]
      ogni paese ha la sua legislazione, ma tu devi fare riferimento a quella del TUO, dove pubblichi evendi il libro

      Chris ha scritto:
      > 3) Se di un’opera straniera di pubblico dominio esiste già una traduzione in italiano (anche recente) devo fare i conti anche con questa? Mi spiego. Sono davvero obbligato a fare riferimento a questa traduzione o posso riprendere l’opera originale in lingua straniera ed eseguire una nuova traduzione? Un esempio qualsiasi che mi viene il mente è Dracula di Bram Stoker di cui esistono numerose di traduzioni in italiano anche negli ultimi anni.

      […]
      come ti spiegavano sul forum di Simplicissimus, è il TESTO dell’opera ORIGINALE ad essere caduta nel PUBBLICO DOMINIO, di norma (a meno che il traduttore italiano – bigliograficamente identificato come AUTORE SECONDARIO), non sia anch’egli morto da più di 70 anni, cosa che raramente si verifica. La traduzione è quindi soggetta ad esclusiva di sfruttamento economico e le pene per l’uso indebito, il plagio o l’usurpazione (prendere la traduzione in copyrigt, modificarla e spacciarla per propria), sono assai severe.

      Non è soltanto un motivo di OPPORTUNITÀ e ADERENZA AI TERMINI DI LEGGE a prescrivere e consigliare di tradurre SEMPRE dal testo originale di pubblico dominio; ne va infatti del valore, fedeltà e rispetto dello stile dell’autore, nonché dei lettori, lasciando stare che, se si prova a spacciare per propria una traduzione riprendendone una altrui in copyright, credendo di poterla modificare per mettersi al riparo da guai giudiziari, fatalmente si finisce col dover subire denunce e processi, poiché solo una traduzione EX NOVO dall’originale permette di differenziare la propria traduzione da quelle altrui

      • Chris ha detto:

        Grazie mille per la risposta.
        Riguardo l’ultimo punto (se di un’opera di pubblico dominio già esiste una traduzione in italiano) forse mi sono spiegato male. E’ chiaro che non possa riutilizzare la traduzione di altri. Il mio dubbio era se, una volta un’opera di pubblico dominio sia stata già tradotta, si poteva tradurre di nuovo o meno (ovviamente con una traduzione ex-novo). Ma facendo l’esempio del Dracula di Bram Stoker di cui esistono numerose traduzioni, mi sono quasi risposto implicitamente. Sì, si può fare. Certo, poi ci potrebbero essere parti del testo che, anche casualmente, potrebbero essere tradotte in modo analogo. Allora in quel caso come si fa a dimostrare che la traduzione è ex-novo?

        Ultima cosa. Per essere chiari, io vorrei tradurre in italiano opere di autori spagnoli dell’ottocento-primo novecento. Dato che, come mi ha scritto, in Spagna (e non lo sapevo) gli anni sono 80 e non 70, per tradurlo in italiano devo fare riferimento a 80 o 70 anni dalla morte?

        Grazie di nuovo

      • nunpetrus ha detto:

        >>

        ci potrebbero essere parti del testo che, anche casualmente, potrebbero essere tradotte in modo analogo

        questo è inevitabile, le somiglianze e persino l’identità di frasi, costruzioni, espressioni, dipendono dalla natura pur sempre limitata del lessico e della grammatica di una lingua. ma il punto nodale che contraddistingue INEVITABILI E CASUALI somiglianze, dal plagio, verte sulla ENTITÀ e sul NUMERO di queste ultime.

        http://www.kultunderground.org/art/17225

        Il traduttore, per evitare di incorrere in plagi, anche involontari, basta che tenga presente sempre il testo originale (e non una traduzione già realizzata), e non avrà mai di questi problemi. Come esempio di inevitabile somiglianza di certune parti, si vedano le due traduzioni de LO HOBBIT di Tolkien (di Elena Jeronimidis Conte e di Caterina Ciuferri – la mia preferenza personale va alla prima traduttrice (la Jeronimidis) che, se avesse lavorato all’adattamento italiano de IL SIGNORE DEGLI ANELLI, avrebbe creato un capolavoro, come già aveva fatto per LO HOBBIT

        si veda qui un esempio di traduzione contrastiva
        http://wuz.it/appunti-scuola/7449/lo-hobbit-traduzioni-confronto.html

        >>come si fa a dimostrare che la traduzione è ex-novo?
        […]
        non devi dinostrarlo tu, ma i tuoi legali nel caso (assai improbabile) che qualcheduno con motivi pretestuosi voglia accusarti di plagio SE NON VE NE SONO I PRESUPPOSTI

        >> Ultima cosa. Per essere chiari, io vorrei tradurre in italiano opere di autori spagnoli dell’ottocento-primo novecento. Dato che, come mi ha scritto, in Spagna (e non lo sapevo) gli anni sono 80 e non 70, per tradurlo in italiano devo fare riferimento a 80 o 70 anni dalla morte?

        In Italia, valgono le leggi italiane (e a proposito, la Spagna dovrebbe adeguarsi alla durata dei 70 anni recependo le linee guida in materia di durata dell’esclusiva commerciale dettate dall’UE, come ece l’Italia – ma in questo caso andò a tutto vantaggio di certi editori – passando nel ’94 da 50 a 70 anni di durata, ma si sa che in un mondo dominato dal copyrightismo, è difficile far rinunciare editori e società di autori a 10 anni di monopolio), quindi 70 anni. In America, tanto per fare un esempio, prima dell’infausto trattato GATT con il suo COPYRIGHT RESTORATION RULE

        In 1996, copyright was automatically restored in certain foreign works that were then in the public domain in the United States but were protected by copyright or neighboring rights in the source country. Owners of a restored work were directed to notify reliance parties if the owner of the rights planned to enforce the rights. One means of notification was filing with the Copyright Office a Notice of Intent to Enforce (NIE) a Restored Copyright.
        http://www.copyright.gov/gatt.html

        che ha portato alla ri-protezione di opere che sul suolo americano erano di pubblico dominio, quali ad esempio le opere di Tolkien
        http://www.publicdomainsherpa.com/copyright-restoration.html

        imperciocché, sebbene in Europa esista la convenzione di Berna, e decreti come il COPYRIGHT EXTENSION TERM ACT del 1998 siano casi difficili a verificarsi (ma pur sempre possibili, vedi l’innalzamento della protezione delle esecuzioni musicali da 50 a 70 anni), prima di porre la croce sulla simpatica scheda elettorale, considerare sempre se la persona che scrocetterai sia proprietaria di case editrici o similari, perché potresti ritrovarti con una bruttissima sorpresa un giorno, e soprattutto spegnere la TV per sempre

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