chi vuol conoscere se un tale testo sia stato mai tradotto nella sua propria lingua, o ripercorrerne la storia attraverso le traduzioni d’esso, non può prescindere da una risorsa unica

l’INDEX TRANSLATIONUM

dell’UNESCO

attraverso la maschera di ricerca online

– http://www.unesco.org/xtrans/bsform.aspx

da cui però, purtroppo, sono accessibili gli elenchi delle traduzioni e dei traduttori unicamente dal 1979 fino all’ultimo aggiornamento (che per la maggior parte dei database delle lingue arriva al 2009-2010)

chi necessitasse di ricerche più ampie (dal 1932 al 1978), dovrebbe obbligatoriamente sperare di trovare copia dei volumi cartacei contenenti le informazioni sulle traduzioni da e verso tutte le lingue del mondo, nella più vicina biblioteca

la mia esperienza mi dice che la ricerca online è il più delle volte di scarsa utilità, contenendo un numero di dati grandemente inferiore a quelli accumulati nei volumi cartacei comprendenti gli anni dal 1932 al 1978, e comunque è impossibile avere un quadro completo senza essere costretti a sfogliare i volumi cartacei (quando è possibile trovarli). Sono insoddisfatto  avrebbero anche potuto digitalizzare i volumi dal 1932 al 1978, sarebbero bastati pochi soldi, uno scanner e un software per il riconoscimento ottico dei caratteri che producesse un pdf ricercabile (searchable pdf) con un livello di testo nascosto sotto le immagini


Louis Coquelet - L'elogio di qualcosaLouis Coquelet (1676-1754)

L’elogio di qualcosa

a cura di Nunpetrus

(nuova traduzione con fregi ed ornamenti ed il NIHIL di Passerat)

scarica il pdf

edizione cartacea

“nulla è accertato meglio della stima universale e del sincero amore che tutti gli uomini hanno per qualcosa, perché in qualunque stato e condizione che ci si trovi, si sente l’estremo bisogno che si ha di qualcosa; in quanto, infine, tutti concordano che qualcosa riunisca in sé tutte le perfezioni immaginabili”

un *tour de force* sopra una parola, già celebrato autore dell *elogio di nulla*, Louis Coquelet (1676-1754), sdi studia di convincerci, e ci riesce eloquentemente che al mondo, *qualcosa* sia sempre più grande, più bello, più desiderabile ecc… di qualunque oggetto persona o concetto esistente

poiché: ” qualcosa è sempre stato il principale oggetto degli sforzi, dei desideri e dei più celebri progetti degli uomini. Nulla si fa per nulla, ma tutto si fa per qualcosa.”

non è la prima questa traduzione che qui presento, in termini cronologici, ma guardate l’anteprima allegata: io vi ho aggiunto, disegnati di mia mano, ed ornamenti e testatine e progettato un design tipografico coi fiocchi, degno regalo o per sé o per gli altri


Louis Coquelet - L'elogio di qualcosa Louis Coquelet (1676-1754)

L’Elogio di qualcosa (prefazione cantante)

prima traduzione in versi italiani a cura di Nunpetrus

***

Stabilite una regola; non molto dopo che sarà fissata, vedrete l’eccezione che busserà alla vostra porta. Io m’ero imposto, in questo blog, di non trattare che di prime traduzioni in lingua italiana di grandi opere libere ormai. Ma i testi ahimé, quando essi cadono nel dominio pubblico, ovver lo sono da sempre, non essendo stati mai soggetti a diritti di esclusiva, son come il miele che gli insetti attira. Un libro entra nel dominio pubblico? È in lingua estera e non mai tradotto? E l’editore sta lì lì ad attenderlo, in una gara a chi per primo arriva, per potersi poi fregiare del merito di averlo TRADOTTO IN ITALIANO PER LA PRIMA VOLTA. Ordunque allora, di Coquelet, due traduzioni almeno già esistendo (L’elogio del Nulla  e L’elogio di qualcosa), io non ho stimolo o giustificazione per farne un’altra di mio pugno (a meno che i lettori non me lo chiedano espressamente). Ma c’è una parte che, io son sicuro, si può tradurre per la PRIMA VOLTA, com’essa merita di venir tradotta. Ne L’elogio di qualcosa, prima dell’epistola edicatoria a qualcheduno,  c’è una simpatica prefazion cantante (sull’aria degli impiccati). Questa vi offro, per la prima volta (questa sì) tradotta verso a verso in italiano

PREFAZIONE CANTANTE

O lettor miei, prudenti e timorati,
di qualsivoglia autor, giudici nati
io vengo qui con ogni reverenza
ad impetrar la vostra benvolenza:
voi mi vedete tremar di timor,
di me pietà, ch’abbiate per favor.

Or ascoltate, giovani ed anziani
un di quei sventurati casi strani,
che sul Parnaso han fatto apparizione.
In umile io vengo prefazione
a raccontarvi il tutto per intero,
il perdon vostro, meritarmi spero.

La sera credo fu di mercoldì,
nell’epoca alla qual Don Bavardi
narrava molti fatti assai slavati
a quei che appena s’erano dissetati,
certun bevendo più o meno caffé
ed altri sorseggiando più o men tè

Un degli astanti, uomo intelligente,
lodando quel mio elogio sopra il niente,
s’accosta ad un orecchio e mi bisbiglia:
“l’opera vostra è una meraviglia!
Ma voi dovreste pure, far così
l’elogio di qualcosa ora altresì”

In quella trappoletta lusinghiera
io m’infilai di colpo alla leggera;
tornai alla mia piccola magione;
qui per avere l’illuminazione
io nell’entrare l’acciarino batto
ed in un solo istante ciò fu fatto.

E come uno scolar. così, ben presto
io scarabocchio sopra il palinsesto,
ciò che mi viene, in versi oppure in prosa
nella mia testa sopra qualche cosa;
e insomma a coricarmi non andai
se non sol quando tutto terminai.

Per due o tre giorni almeno avrei voluto
questo discorso letto e riveduto,
lettori, io affinché l’opera mia
potesse aver la vostra simpatia,
però un amico oltremodo gretto
turbò questo lodevole progetto.

Avvenne il giovedì, cioè l’indoman,
intorno circa all’ora meridian,
che quest’amico, fuor del ben di Dio,
vide l’elogio sopra il mio leggio,
lo lesse, lo trovò affascinante
e me lo portò via seduta stante

E contro poi qualunque mia intenzione,
avendo avuto l’autorizzazione,
di venderlo e di farlo circolare,
benché tentassi me di discolpare,
senza riguardo alcun per il mio onore,
lo prese e lo portò allo stampatore

È attraverso quindi tal gir truce
che questo elogio mio vide la luce.
Se questo scritto non è ben corretto,
saggi lettor, di cui ho gran rispetto,
voi conoscete adesso il ver perché
e non ve la prendete poi con me

O degli autor, protettor parnasian,
o Febo Apollo, e voi dotte german
da qualche cosa che sviar possiate
e malelingue e cattiver mirate,
e fate che lo scritto qui presente
venda almen quanto l’elogio del niente


Niels Henrik Abel GÖSTA MITTAG-LEFFLER (1846-1927)*
Niels Henrik Abel
la vita dell’illustre matematico norvegese
prima traduzione italiana a cura di Nunpetrus

(formato tascabile 10×15) – pp. 83

* autore le cui opere sono nel pubblico dominio dal 1998

Licenza Creative Commons
Niels Henrik Abel by GÖSTA MITTAG-LEFFLER (translated for the first time in Italian by Nunpetrus) is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported License.
Permissions beyond the scope of this license may be available at https://libriinpubblicodominio.wordpress.com/.


Per incredibile che sembrar possa, ci sono opere, libere ormai, interessanti e di notevol pregio, la cui lettura ci istruirebbe assai, che benché siano nel dominio pubblico, nessuno mai, nella deriva odierna dell’editoria, la quale corre verso il precipizio e si dimentica la qualità, si attivò mai perché fosser tradotte. Dimenticanza? O si temeva forse che  il lettore poi, assaporato il miele, non più gradisse:

…il saporaccio aspro

dei libri odiern che spaccian per diaspro

Quindi perciò:

s’altri non fa quello che voi vorreste,

le vostre man da voi a far sian preste

e perciò eccomi, con questo blog. Quei libri antichi che mi paion utili, e che si trovin nel dominio pubblico, io tradurrò, se non fur mai tradotti. E poiché sono nel dominio pubblico, giusto è altresì che anche le traduzioni, possan lo stesso circolare libere, e le rilascerò con creative commons, con la speranza di far cosa grata e insieme utile

e questo è tutto, io credo

perciò prendo congedo